Finalmente libero di…

Ho imparato durante questi anni che amministrare una città non è cosa semplice.

C’è bisogno di cura, di lungimiranza e di esperienza amministrativa.

Aver reso Fasano punta di diamante in questa Regione è stato per me un obiettivo importante: un passo fatto, una medaglia da cucire al petto della mia lungimiranza e di quella della squadra che mi ha accompagnato in questo percorso.

finalmente-libero-diMi candido per non lasciare le cose a metà, perché essere determinati è il primo requisito richiesto a chi si propone di gestire la cosa pubblica. È importante quindi portare avanti i progetti avviati – e in parte già realizzati – dalla mia amministrazione.

Mi candido per questo, per completare il lavoro, per riprendere da dove abbiamo ingiustamente lasciato.

Non devo proporre libri dei sogni, non è nella mia indole farlo: continuerò ad impegnarmi.

Non possiamo permetterci di fermarci, Fasano deve andare avanti. Non è stato semplice gestire un vasto territorio come questa città, che conta quindici centri abitati, in un momento in cui i comuni sono continuamente vessati da scelte e politiche centrali indirizzate a sottrarre fondi importanti per il sostentamento dei nostri territori.

Eppure, nonostante tutto, Fasano resta oggi il comune che rispetto ai vicini di casa mantiene la tassazione più bassa in assoluto: non abbiamo messo le mani nelle tasche dei cittadini.

Mi candido perché vivo quotidianamente tra i problemi reali della gente, ascolto i miei concittadini, mi fermo a chiacchierare con loro per capire e cercare di trovare le soluzioni migliori. Lo faccio perché essi hanno visto e continuano a vedere in me un punto di riferimento saldo, anche oltre la fine innaturale del mio mandato.

Per questo motivo mi sento di non poter deludere le aspettative di tutti coloro che mi hanno chiesto di rimanere in campo ed io non posso lasciare la mia città, la terra che amo, nelle mani dell’inesperienza o di aspirazioni personali egoistiche: per questo mi candido.

Adesso è il momento di ripartire, di tornare prepotentemente ad adottare misure efficaci per il raggiungimento degli obiettivi, a rivedere anche gli errori fatti – perché un sindaco può anche sbagliare – finalmente liberi di farlo fuori da inciuci politici, da tentennamenti quotidiani per traguardi personali mancati, lontani da una logica di giochi di potere che mai, e dico mai, sono appartenuti alla mia persona.

Adesso è il momento di ripartire, e ripartiremo dal cuore. Ripartiremo dai FATTI.